ISI PIAGGIA – Viareggio: Una scuola in movimento: tempo e spazio in funzione del benessere

 Piaggia

l’I.S.I. Piaggia ha fatto propria l’Idea del Tempo flessibile e della Compattazione oraria di Avanguardie Educative.  Ad oggi il Piaggia è l’unica scuola superiore della provincia di Lucca ad adottare questa metodologia che rappresenta non solo un progetto, ma una visione di scuola. Una scuola che promuove l’autonomia, il pensiero divergente, la valorizzazione di sé e dell’altro, il recupero delle situazioni borderline, per incentivare il successo scolastico e diminuire la dispersione scolastica nascosta o emersa, una scuola dinamica, aperta al territorio e al mondo, promotrice di talenti e di competenze, davvero inclusiva, laboratoriale. È una scuola che affonda le sue radici in precise basi pedagogiche e promuove una serie di metodi didattici ritenuti più efficaci di altri dopo anni di esperienze e valutazioni. Nel 2014 l’ I.S.I. Piaggia  è stata tra le scuole fondatrici del movimento nazionale Avanguardie Educative di Indire, una rete di scuole che in tutta Italia sperimenta e diffonde pratiche di innovazione didattica. Da anni ha scelto di guardare avanti, di domandarsi come rendere la scuola capace di parlare agli studenti di oggi, in una società che cambia rapidamente.

Negli anni sono stati  adottati  diversi cambiamenti che hanno trasformato la vita scolastica quotidiana con  nuovi approcci didattici più attivi e collaborativi, è stato valorizzato l’uso delle tecnologie come strumenti per imparare a interpretare e creare contenuti e, non ultimo, è stata adottata l’Idea delle aule laboratorio disciplinari. La configurazione tradizionale delle aule (ad ogni classe è assegnata un’aula dove gli studenti trascorrono quasi tutto il tempo scuola, con i docenti che girano da una classe all’altra) viene scompaginata per lasciare posto alle aule laboratorio disciplinari.  Al cambio dell’ora gli studenti non rimangono nella “loro” aula ma si spostano nell’aula configurata secondo le caratteristiche della disciplina da affrontare nell’ora successiva. Questo permette di creare contesti tematici che stimolano curiosità e concentrazione, un po’ come succede nel mondo universitario o professionale. Abbiamo visto studenti più coinvolti, docenti più liberi di utilizzare materiali e strumenti, un’atmosfera scolastica più dinamica.

Dopo gli spazi, ora viene affrontata  un’altra dimensione fondamentale: il tempo.

Il tempo della scuola tradizionale è scandito dall’ora di 60 minuti, una dietro l’altra, con un susseguirsi di discipline che cambiano ogni ora. Questo modello, che ha funzionato in passato, oggi mostra tutta la sua rigidità e i suoi limiti. Con l’uso flessibile del tempo vogliamo superare questa frammentazione. Non più lezioni sempre uguali e scandite dall’orologio, ma moduli orari di 50 minuti, a seconda delle esigenze e la compattazione oraria. Questo significa poter fare laboratori di più ore senza interruzioni, progetti interdisciplinari che uniscono più discipline in un unico percorso, attività di gruppo che richiedono concentrazione prolungata, ma anche momenti di riflessione più distesi e meno compressi. Per gli studenti, tutto questo si traduce in meno stress e più  motivazione, in apprendimento più stabile, in maggiore protagonismo, in percorsi personalizzati con la possibilità di attività di recupero o potenziamento integrandole nei tempi scolastici. Significa anche restituire piacere di imparare. Perché quando il tempo non è più solo ansia da prestazione, può diventare spazio di scoperta, di crescita, di relazione.

Per le famiglie e per il territorio, l’adozione di questo modello è una garanzia di una scuola che sa rinnovarsi è una scuola che prepara giovani capaci di affrontare le sfide del futuro.È un presidio contro la dispersione scolastica, perché quando gli studenti sono motivati, quando si sentono accolti e valorizzati, è molto meno probabile che abbandonino. È una scuola che dialoga con il territorio, che apre spazi e tempi a progetti comuni, a collaborazioni, a esperienze concrete di cittadinanza. Ripensare il tempo non è solo un fatto organizzativo, ma culturale. Significa dire che la scuola non deve correre dietro a un programma da “finire”, ma accompagnare studenti a costruire competenze e senso critico. L’adozione dell’uso flessibile del tempo non è un punto di arrivo, ma una nuova tappa del  percorso di innovazione dell’I.S.I. Piaggia.

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Pubblicato il 29-01-2026